Dott. Andrea Cochetti
Ortopedia – Chirurgia dell’Anca e del Ginocchio
La protesi dell’anca è uno degli interventi ortopedici più eseguiti e con i risultati più soddisfacenti in termini di riduzione del dolore e recupero della qualità di vita. Tuttavia, il successo dell’intervento non dipende solo dalla tecnica chirurgica, ma in misura significativa anche dal percorso riabilitativo che segue l’operazione.
Quando inizia la riabilitazione?
Contrariamente a quanto molti pazienti si aspettano, la riabilitazione inizia già il giorno successivo all’intervento. In molti casi, con le moderne tecniche di chirurgia mini-invasiva e robotica, il paziente viene messo in piedi già nelle prime 24 ore. L’obiettivo in questa fase è iniziare a caricare progressivamente l’arto operato, prevenire complicanze come la trombosi venosa profonda e recuperare il range di movimento dell’articolazione.
Le fasi del recupero
Il percorso riabilitativo si articola generalmente in tre fasi principali.
Nella prima fase, nei primi 15 giorni, il paziente impara a camminare con le stampelle, esegue esercizi di mobilizzazione in scarico e di rinforzo muscolare leggero. In questa fase è fondamentale rispettare alcune precauzioni posturali per evitare la lussazione della protesi, come non accavallare le gambe e non flettere l’anca oltre i 90 gradi.
Nella seconda fase, tra le 3 e le 4 settimane, si intensifica il lavoro di rinforzo del quadricipite e dei muscoli abduttori dell’anca. Si recupera un passo sempre più simile a quello naturale fino ad abbandonare completamente le stampelle entro il primo mese dall’intervento.
Nella terza fase, tra i 2 e i 3 mesi, il paziente può tornare alle attività quotidiane normali, incluse attività moderate come camminate, nuoto e bicicletta.
Quanto tempo ci vuole per tornare alla vita normale?
La maggior parte dei pazienti è in grado di camminare senza ausili entro un mese dall’intervento e di guidare l’automobile entro 6-8 settimane. Il ritorno alle normali attività domestiche e lavorative (per lavori sedentari) avviene generalmente entro i 2 mesi. Per attività fisiche più impegnative i tempi si allungano fino a 3-6 mesi.
Quali sono i segnali a cui prestare attenzione?
Durante il recupero è importante segnalare immediatamente al chirurgo eventuali gonfiori importanti, arrossamento o calore eccessivo nella zona operata, febbre o un improvviso aumento del dolore. Questi possono essere segnali di complicanze che richiedono una valutazione tempestiva.
Il ruolo della chirurgia robotica nel recupero
L’utilizzo della tecnologia robotica nella chirurgia protesica dell’anca consente un posizionamento dell’impianto estremamente preciso, riducendo il rischio di complicanze post-operatorie e favorendo un recupero più rapido. La minore invasività della tecnica si traduce spesso in meno dolore nelle prime fasi post-operatorie e in tempi riabilitativi ridotti rispetto alla chirurgia tradizionale. La precisione del robot permette inoltre di ottimizzare l’allineamento e l’orientamento della protesi, minimizzando l’usura dei materiali nel tempo: questo si traduce in una maggiore longevità dell’impianto e quindi in un beneficio concreto per il paziente sul lungo periodo.
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